L’aspettavano in Fiera, ed era già in ritardo. Vivere in campagna non le faceva bene. Quei lunghi tempi ovattati, mentre percorreva il viottolo che la portava sulla carrozzabile, tra vigne ed uliveti, le permettevano di lasciare la mente aperta alle fantasticherie e di perdersi al punto da rischiare di finire fuori strada per colpa di una gazza… o di un riccio… o un di fagiano, o di uno qualsiasi degli animali che abitavano il bosco sotto la collina… se ad attraversare fosse stato un cinghiale, come le era successo qualche tempo fa, in quelle condizioni avrebbe potuto avere una collisione paurosa.
Da quando abitava in campagna era diventata più contemplativa, più lenta, sicuramente le era scomparsa la dinamicità stressata. E questo non faceva bene al suo lavoro.
Era la responsabile Marketing della Globstar, la famosa casa di moda, e l’importante Fiera che ci sarebbe stata di lì a due mesi era tutta sulle sue spalle. Doveva verificare gli spazi espositivi che erano stati assegnati loro, controllare che fossero i migliori, deciderne l’allestimento insieme con David, e sapeva benissimo che con i creativi c’era sempre da discutere. Questo le avrebbe portato via tutta la giornata.
E la mattina dopo doveva partire, affrontare quel fine settimana che reputava fosse il suo colpo di genio
Aveva infatti deciso di presentare un’anteprima della collezione ai loro 15 migliori clienti sparsi sul territorio nazionale, voleva testare l’impatto con quelli che, secondo lei, erano i maggiori conoscitori dei gusti della loro selezionatissima clientela finale.
Doveva essere un momento di confronto ma anche di allegria, doveva spingerli a dare il loro parere disinteressato e consigli che permettessero di migliorare i prodotti prima del definitivo lancio di produzione. Non poteva proporre un workshop in piena regola e così aveva pensato ad un fine settimana nelle colline toscane, nella famosa località termale di Acqua Grande che faceva parte del Gruppo Globstar. Tre giorni – due notti – dei quali aveva organizzato anche il più piccolo dettaglio, facendo però apparire tutto molto free e casuale. I clienti – invitati a coppie – dovevano rilassarsi ed avere la sensazione di essere stati invitati solo per aver raggiunto premi di fatturato. Temeva che se fossero stati informati prima di ciò che realmente si chiedeva loro avrebbero potuto manipolare le informazioni, declinare l’invito o semplicemente farsi sfuggire la cosa con i loro più diretti concorrenti
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