Stava annaspando, aveva urlato talmente tanto da non avere più fiato e vagamente capiva che questo suo grande sfogo, pur legittimo e GIUSTO , non otteneva altro risultato che farlo allontanare ancora di più da lei.
LUI non capiva le sue parole, non le metabolizzava, le ascoltava e le rigettava immediatamente, non scalfivano la sua coscienza né la convinzione di essere stato trattato troppo ingiustamente e duramente.
Quel suo sguardo che le era sembrato tanto bello e virile, ora le sembrava ebete, quegli occhi azzurri, sfuggenti e lontani che promettevano un mondo misterioso, ora le sembravano vacui e stupidi.
“Basta” – gli urlò ancora una volta. “Vattene!”
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