Primo perché era una donna e le donne erano al massimo segretarie. Anche l’amante riconosciuta del capo non era riuscita ad andare oltre un generico ruolo di “responsabile rapporti mass-media”… Secondo perché nessuno aveva la più pallida idea di cosa fosse il Marketing.
Quando, nel suo colloquio di lavoro, aveva detto di essere laureata in “Marketing e Comunicazione” con un master in Marketing internazionale, pensavano che fosse un’esperta di ricerche di mercato. Anzi, neanche tanto esperta, visto che nella loro cultura l’esperienza veniva solo dalla gavetta e non dai libri o dagli studi.
A ripensarci ora era impressionante come aveva dovuto lottare, in uno dei luoghi che nell’immaginario comune è considerato tra i più progressisti d’Italia. Con quanta amarezza e stupore aveva scoperto di essere finita in un mondo reazionario e chiuso, dove “venire da fuori” era considerato con diffidenza e essere laureati con scherno. L'essere donna, che "veniva da fuori" e per di più laureata , l’aveva ben presto fatta diventare un caso da guardare con prudente scetticismo e da isolare. Solo il capo, con il fiuto tipico dei grandi uomini che si sono fatti da soli, aveva riconosciuto in lei il cavallo di razza e le aveva dato sempre più fiducia sposando in pieno le sue idee, fino ad ora.
Ora stava per giocarsi tutto.
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